Ecco l'aforisma vincitore della tredicesima edizione:

Non tutti i cappelli hanno le teste che si meritano

di Angela Trausi

 

Motivazione della giuria

La personificazione del cappello, incapace di trovare una testa meritevole, genera un’antifrasi di grande impatto e di pirandelliana memoria, rovesciando la centralità della testa umana e aprendo a molteplici livelli di lettura con grande abilità sintetica. L’aforisma si presenta come un proverbio d’altri tempi: ironico, arguto e con un tocco di surrealismo. Attraverso un oggetto di uso quotidiano, capovolge il punto di vista per generare un immediato effetto sorpresa ed esprimere una raffinata critica sociale: suggerisce infatti che certi ruoli o status meriterebbero un’altezza morale, un’intelligenza o una competenza che chi li occupa semplicemente non possiede. La sua efficacia è contemporanea, l’ironia ed il sarcasmo sono raffinati ed eleganti: potrebbe benissimo essere evergreen proprio come un iconico Borsalino. L’aforisma va dritto al cuore di una dolorosa mancanza: quella di ruoli e posizioni a cui piacerebbe tanto poter dire “chapeau”.

 

 

Menzioni:

Dopo esserci scontrati negli occhi, è infinito tutto.

di Tristano Barone

Per il rumore dei pensieri non esiste interruttore.

di Fabrizio Braggion

Il paese che mi ha dato più emozioni è lo Stato d’animo.

di Mauro Pinato

Il romanticismo è spedire un messaggio. Il coraggio è aspettare la risposta.

di Davide Orlandi

I sentimenti a volte li senti a volte li menti.

di Andrea Lo Bianco

Al tavolo dell’esperienza serve il fallimento.

di Andrea De Flora

A sconfiggermi, sono sempre state le mie certezze.

di Nicole Lorenti

Puoi starne certo. Disse il dubbio.

di Simone Magli

Prima di vivere non è che si riesca a fare molto altro.

di Umberto Morello

 

Menzione speciale:

Nell’apparente piccolo mondo dell’aforisma, può abitare un grande mondo del pensiero.

di Beni Sascha Horowitz


Motivazione della giuria

Una frase che sembra riassumere lo spirito stesso del concorso: ricordare come la brevità non sia mai sinonimo di superficialità, ma possa invece custodire intuizioni profonde e durature.