Quaderni del Tipografo
Quaderni del tipografo è un progetto di editoria creativa e autoprodotta avviato nel 2018 da Massimo Monteleone.
Nasce dall’esperienza della tipografia come laboratorio d’arte e dalla realizzazione di edizioni con un torchio autocostruito, secondo un approccio manuale e sperimentale alla stampa.
Il progetto dà vita a libri e plaquettes in dialogo con artisti, poeti e autori di differenti ambiti, tra cui Luciano Bianciardi, Vitaliano Trevisan, Emilio Scanavino, Gino Gini, Giacinto Scelsi, Hermann Hesse, Sergio Corazzini, Marino Moretti, Ernesto Ragazzoni, Giovannino Guareschi, Fernanda Fedi, Brajo Fuso, Melchiorre Bega, Ernesto Achilli, Alberto Casiraghy, Massimo Arrigoni, Claudia Ramponi, Stefano Simoncelli, Agnese Coppola, Claudio Pagelli, Stefano Busolin e il cantautore Dente.
Ogni pubblicazione nasce da un processo interamente artigianale, in cui la stampa diventa gesto fisico e poetico insieme, restituendo al libro la sua dimensione materiale e sperimentale.

L'artista
Massimo Monteleone
Nato a Milano l’8 febbraio 1964, manifesta sin dalla giovane età una spiccata predisposizione per il disegno.
Attivo per oltre quarant’anni come stampatore, inizia a raccogliere materiali e spunti per le sue prime opere su carta già dalla metà degli anni Ottanta.
Nel 2008 conosce Alberto Casiraghy delle edizioni Pulcinoelefante, con cui realizza alcune plaquettes insieme ad autori di rilievo internazionale, tra cui Alda Merini, Giorgio Manganelli, Bruno Munari, Laura Pariani, Luciano Bianciardi, Emanuel Carnevali, Fabrizio De André, Lalla Romano, Erri De Luca e Giovannino Guareschi. Nel 2011 realizza un’edizione dal titolo Omaggio a Osvaldo Licini, nel 2013 un
omaggio a Emilio Scanavino e nel 2014 un libro d’artista con una poesia di Peppino Impastato.
Nel 2018 avvia il progetto di editoria creativa e autoprodotta Quaderni del tipografo.
Nel 2016 partecipa al film di Silvio Soldini Il fiume ha sempre ragione, documentario dedicato agli editori Alberto Casiraghy e Josef Weiss, che racconta i loro mestieri e la
poesia dei loro gesti.
Le sue opere su carta sono state esposte in mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Scrive di lui lo storico dell’arte Carlo Franza: “Intenso, avveniristico, qualitativo, il percorso di Massimo Monteleone, che affronta il colore e la luce, il ritmo, la tecnica e il tema secondo una ritualità proto-informale. Il tonalismo atmosferico restituisce alle opere l’essere letteralmente dentro il quadro, unitamente all’astrazione di materia e alla trasposizione fantastica"